Il nome che cambiò tutto
Il giudice aprì lentamente la busta. Inizialmente, meno i documenti con un'espressione calma e distaccata, come fa chi si aspetta di non trovare nulla che metta in discussione le proprie convinzioni, ma poi i suoi occhi iniziarono a muoversi un po' più velocemente, poi più lentamente, e infine si fermarono del tutto. Un sottile cambiamento attraversò l'aula, un silenzio che non si limita a fluttuare nell'aria, ma la pervade, rendendo improvvisamente tutti consapevoli che qualcosa era cambiato.
Julian si sporse leggermente in avanti, una leggera ruga che gli si formò tra le sopracciglia. "Che c'è? Sono solo scartoffie." Il giudice alzò la testa, e ora c'era qualcosa di diverso nella sua espressione. "Signor Reeves... sa a nome di chi sono intestati i documenti di registrazione originali della sua azienda?"
Julian fece una breve risata sprezzante, come se la risposta fosse troppo ovvia per essere messa in discussione. "A me, ovviamente." La donna scosse la testa, calma e senza fretta. "NO." Quella singola parola ebbe un peso tale da attirare su di sé gli sguardi di tutti i presenti.