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Stavo ancora sanguinando, stavo ancora cercando di elaborare la perdita del mio bambino, quando mia suocera mi guardò negli occhi e sogghignò: "Perdine uno, poi fanne un altro".

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Mi fermai di colpo non appena vidi la cameretta.
Le pareti giallo pallido che avevo dipinto io stessa erano visibili dal corridoio, insieme alla culla bianca che io ed Ethan avevamo montato due fine settimana prima. Sentii un nodo allo stomaco così forte che dovetti aggrapparmi al bordo del tavolino d'ingresso. Quella stanza era stata il nostro piccolo mondo segreto, l'unico posto felice dove mi ero permessa di credere che tutto sarebbe andato bene. Non ero pronta a guardarla. Non ero pronta nemmeno a respirare nelle sue vicinanze.

Ma Linda era già dentro.
Era in piedi al centro della stanza con una scatola di cartone, prendendo delle coperte per neonati piegate dallo scaffale e gettandole dentro senza cura. La piccola volpe di peluche che mia sorella mi aveva spedito da Seattle atterrò a testa in giù sopra di esse. All'inizio non mi notò nemmeno.

"Bene", disse voltandosi, supponendo che Ethan fosse entrato dietro di lei. "Svuoto questa stanza prima che Claire peggiori ulteriormente la situazione. Meglio non pensarci troppo."
Per un secondo, non riuscii a realizzare quello che stavo vedendo. Poi arrivò la rabbia, calda e pura, che squarciò la nebbia del dolore.

"Esci", dissi.

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