Routine: comfort o reclusione?

La stabilità è rassicurante. Ma quando una relazione si basa esclusivamente sull'abitudine, può trasformarsi in una forma di reclusione discreta.
Condividiamo lo stesso tetto, i ricordi, a volte i figli, ma non necessariamente più progetti comuni. Non ci scegliamo più attivamente: andiamo avanti per inerzia. La passione cede il passo a una convivenza meccanica.
Molte donne descrivono quel preciso momento in cui si rendono conto di non avere più una visione per il futuro. Niente più slancio, niente più prospettive entusiasmanti, solo la ripetizione degli stessi schemi.
Sorge quindi inevitabile la domanda: "È questa la vita che voglio per i prossimi vent'anni?"
Il silenzio non è sempre sinonimo di pace.
Un altro segnale che viene spesso frainteso è l'assenza di conflitto. Quando una donna smette di lamentarsi, litigare o pretendere, alcuni lo interpretano come un segno di calma.
In realtà, questo può essere sintomo di una profonda stanchezza. Non combatte più perché non crede più che possa cambiare qualcosa. Si ritira, prende le distanze e conserva le energie.
Questo silenzio a volte segna l'inizio del distacco.