"Posso farti una domanda?"
"Nulla."
«Quando un giorno mi sposerò», disse sottovoce, «mi accompagnerai all'altare?»
Le lacrime mi riempirono gli occhi: le prime da quando Laura è morta.
Non si trattava in realtà di una domanda riguardante un matrimonio.
Era una questione di appartenenza. Di permanenza. Di amore.
Ed era l'unica conferma di cui avessi mai avuto bisogno.
«Non c'è niente che preferirei fare», sussurrai, con la voce rotta dall'emozione.
Appoggiò la testa sulla mia spalla.